Uno studio utilizza pedigree umani per identificare le cause genetiche di malattie complesse come il mieloma: i cambiamenti a carico dei geni implicati nella riparazione e nell’“impacchettamento” del DNA sono connessi al rischio di sviluppare un mieloma multiplo. 

Lo studio ha identificato due regioni geniche che contribuiscono al mieloma multiplo, una neoplasia che si sviluppa nel midollo osseo, grazie a un nuovo metodo che utilizza i pedigree per studiare le malattie nell’uomo

I risultati dello studio sono stati pubblicati il 1° febbraio 2018 su PLOS Genetics da Nicola Camp e Rosalie Waller (Huntsman Cancer Institute, University of Utah) e collaboratori.

Gli alberi genealogici (pedigree) possono aiutare i genetisti a seguire la presenza delle malattie nei diversi rami di una famiglia e a identificare le mutazioni che ne sono responsabili. L’utilizzo dei pedigree è un processo semplice per le malattie causate dalla mutazione di un singolo gene, ma non è così efficace per malattie complesse, che coinvolgono più geni.

Nello studio in questione, i ricercatori hanno messo a punto un nuovo metodo per l’analisi di pedigree ad alto rischio (cioè riguardanti vaste famiglie nelle quali i membri interessati dalla malattia sono più numerosi di quanto ci si aspetterebbe sulla base del caso) per identificare regioni del genoma dove probabilmente risiedono i geni responsabili di malattia.

Il metodo è stato applicato al pedigree di 11 famiglie dello Utah a rischio di mieloma multiplo, una neoplasia complessa nella quale cellule maligne del sistema immunitario proliferano nel midollo osseo. L’analisi ha rilevato due regioni che possono contribuire alla malattia: una implicata nella regolazione della riparazione del DNA e l’altra corrispondente a un gene chiave per un corretto “impacchettamento” del DNA nel nucleo cellulare.

I risultati del nuovo studio sul mieloma dimostrano che, quando condotta in modo appropriato, l’analisi di pedigree ad alto rischio, classicamente utilizzata per lo studio di malattie semplici, può essere utile anche per identificare geni che contribuiscono a malattie complesse. Inoltre, la nuova strategia può facilitare la messa a fuoco delle cause genetiche di altre malattie comuni ma complesse, come l’obesità, il diabete e la malattia di Alzheimer.

Secondo Nicola Camp, “Il nuovo metodo è molto incoraggiante e ha forti potenzialità. Certamente, evidenzia il valore di vasti pedigree come quelli dello Utah, rivitalizzando il ricorso all’analisi delle famiglie per lo studio delle malattie complesse. Come è avvenuto in questo studio, le regioni del genoma ritenute interessanti possono essere ulteriormente studiate in famiglie più piccole per l’individuazione di geni e mutazioni specifici. Il metodo può essere applicato a qualsiasi malattia complessa. Stiamo già studiando vasti pedigree in vari altri ambiti, quali altre neoplasie maligne, disturbi psichiatrici, difetti congeniti e fenotipi associati al parto pretermine, e abbiamo identificato varie altre regioni significative nell’intero genoma.”

  1.      Rosalie G. Waller, Todd M. Darlington, Xiaomu Wei et al. Novel pedigree analysis implicates DNA repair and chromatin remodeling in multiple myeloma risk. PLOS Genetics, 2018; 14 (2): e1007111 DOI: 10.1371/journal.pgen.1007111

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