Progetto Medici Pazienti Parenti

L’insorgenza di una patologia onco-ematologica cronica comporta cambiamenti importanti che rendono difficile accettare il proprio stato e incidono sul quotidiano.
Per superare gli ostacoli a cui si viene sottoposti durante l’evolvere della malattia, nasce il Servizio Medici. Pazienti. Parenti. in affiancamento al Paziente e al Caregiver  per sviluppare e allenare le proprie potenzialità.

Obiettivo generale del progetto Medici.Pazienti.Parenti. della Fondazione Renata Quattropani è migliorare la qualità della vita delle persone affette da patologie onco-ematologiche croniche.

Fulcro del progetto Medici.Pazienti.Parenti. e obiettivo specifico dello stesso è quindi promuovere e diffondere i percorsi di Medical Coaching, che sono gratuiti e destinati ai pazienti e ai loro familiari.

Le patologie onco-ematologiche croniche più diffuse sono:

  • Leucemia Linfatica Cronica (LLC);
  • Leucemia Mieloide Cronica (LMC);
  • Mieloma Multiplo (MM).

Vengono incluse anche altre patologie quali Sindrome Mieloproliferativa Philadelphia Negativa e Linfomi Indolenti, questo perché in base agli ospedali con i quali la Fondazione si relaziona, vengono composti i gruppi di pazienti che partecipano al percorso di Medical Coaching.

Intervento del Prof. Paolo Ghia, Responsabile Programma di Ricerca sulla Leucemia Linfatica Cronica presso IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Renata Quattropani  durante la conferenza tenuta in Regione Lombardia, dove spiega il progetto Medici.Pazienti.Parenti. e  la figura del Medical Coach messo a disposizione dalla Fondazione Quattropani attraverso il percorso di Medical Coaching.

Il metodo

“Umanizzazione” della cura significa rimettere al centro la persona

Rimettere al centro la persona, nella totalità indissolubile delle sue componenti fisica, emotiva, mentale, spirituale; una posizione di centralità da attuare nei percorsi diagnostico-terapeutici sia da parte dei medico e degli operatori del settore, sia con la famiglia. Il medico sa che il paziente, ogni volta che lo incontra, ha bisogno di ricevere risposte alle varie domande che riflettono la sua situazione clinica, ma, dall’altra parte,  il Paziente stesso è chiamato a collaborare con il Medico in modo costruttivo, sul piano sia cognitivo sia comportamentale, verso la scelta di risposte terapeutiche finalizzate al prolungamento della vita e alla tutela del suo benessere.

Gli obiettivi

• Migliorare la qualità di vita attraverso l’esplorazione delle proprie risorse, perché il Paziente non è la sua malattia.

Sensibilizzare e affiancare parenti/caregiver nelle problematiche che incontrano nella gestione del quotidiano con il loro familiare.

Trovare metodi e strumenti attraverso i quali il paziente raggiunga l’idonea consapevolezza nelle relazioni con il medico e la terapia.

QUALI VANTAGGI POSSIAMO OTTENERE? 

Evitare che il Paziente abbandoni la terapia.

Il decorso delle patologie sopra descritte può variare molto da paziente a paziente, in relazione all’età spesso avanzata, allo stato di salute generale, alla risposta, ai diversi percorsi terapeutici. Tuttavia, come la maggior parte delle patologie croniche, queste possono implicare un cambiamento nello stile di vita, richiedendo, per ovvi motivi, più attenzione alla propria salute dal momento che i pazienti possono incorrere più spesso in altre problematiche. Il paziente può instaurare comportamenti e sviluppare atteggiamenti che lo rendono vulnerabile all’abbandono della terapia. Può accadere inoltre che tra un controllo e l’altro, questi interrompa la terapia o non la segua in modo corretto, con conseguente peggioramento della malattia e casi di recidiva che vanno a peggiore la situazione clinica in cui si trova.

Rapporto Medico-Paziente

Oggigiorno si parla sempre più spesso di “umanizzazione” della cura e molti Ospedali stanno investendo in questo senso. E’ un traguardo importante da raggiungere che implica una relazione ben strutturata tra medico e paziente e familiare, dove quest’ ultimo, alcune volte  per un grande gesto d’affetto, tende a sostituirsi al paziente stesso. La brevità delle visite, dovuta unicamente alle necessità burocratiche dell’ospedale, crea un limite al tempo che il medico può dedicare la paziente stesso. Una buona comunicazione tra medico-paziente-familiare diventa indispensabile per un proficuo e vicendevole ascolto

COME ACCEDERE AL PROGETTO MEDICI.PAZIENTI.PARENTI.?

Per partecipare al progetto Medici.Pazienti.Parenti. e al percorso di Medical Coaching, compila il form di contatto, un responsabile della Fondazione Renata Quattropani sarà a vostra completa disposizione per ogni informazione.

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COME CI SOSTENIAMO

La Fondazione offre gratuitamente il percorso di Medical Coaching ai Pazienti onco-ematologici cronici e ai loro familiari.
Per questo è fondamentale il vostro supporto. Le donazioni i contributi e le quote del 5×1000 ci permettono di mantenere il servizio e di svilupparlo anche in altri Ospedali italiani.

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