Menu
  • HOME
  • LA FONDAZIONE
    • La nostra Missione
    • La nostra Storia
    • Consiglio di Amministrazione
    • Comitato Scientifico
    • Atti Societari
      • Statuto
      • Bilanci
      • Contributi
  • PATOLOGIE
    • Oncoematologia
      • Mieloma Multiplo
      • Leucemia Mieloide Cronica
      • Leucemia Linfatica Cronica
      • Linfoma di Hodgkin
      • Linfoma non Hodgkin
      • Mieloproliferative Croniche
    • Tumore al seno
  • MEDICI. PAZIENTI. PARENTI.
    • Il Progetto
    • Il Percorso
    • Il Medical Coaching
    • Percorsi Online
    • Caregiver
    • Collaborazioni
    • Medici referenti
  • SOSTIENICI
    • Sei un’Azienda
    • Sei un Privato
    • 5×1000
    • Lascito Testamentario – Polizza Assicurativa – Donazione in vita
    • Benefici Fiscali
    • Partner
    • Sostenitori
  • UFFICIO STAMPA
    • Rassegna Stampa
    • Eventi
      • DIRETTE LIVE
      • Galleria Video
      • Galleria Fotografica
  • NEWS
  • CONTATTI

Leucemia Mieloide Cronica (LMC) passi importanti

8 anni fa

Leucemia Mieloide Cronica (LMC) passi importanti

La Leucemia Mieloide Cronica (LMC) era un tempo una malattia mortale entro due-tre anni dalla diagnosi. La terapia con Imatinib e altri inibitori della proteina Bcr/Abl, causa della malattia, hanno talmente cambiato la prognosi della Leucemia Mieloide Cronica che ora un paziente può avere un’aspettativa di vita normale. Lo studio coordinato dal Professor Carlo Gambacorti-Passerini, docente di Ematologia all’Università di Milano-Bicocca e Direttore del reparto di Ematologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza, ha ulteriormente avanzato la frontiera della terapia di questa malattia.

In molti casi arriviamo dopo alcuni anni di terapia in una situazione in cui non c’è più nessun segno rilevabile della presenza della leucemia – afferma il Professor Gambacorti-Passerini –  e quindi non è semplice capire se il paziente vada trattato ulteriormente oppure no». Insieme ad altri 14 centri sparsi in Italia, Europa e in tutto il mondo, dal Canada ad Israele alla Corea del Sud, lo studio ISAV (Imatinib Stop And Validation) ha coinvolto 112 pazienti affetti da Leucemia Mieloide Cronica senza segni rilevabili di malattia da almeno 18 mesi che avevano interrotto la terapia e sono stati strettamente monitorati successivamente. I risultati finali dello studio, ottenuti dopo quasi sette anni dall’inizio, sono stati presentati al Meeting della Società Americana di Ematologia (American Society of Hematology – ASH), il congresso ematologico di maggior rilevanza a livello internazionale, che si è appena tenuto a San Diego in California.

Circa la metà dei pazienti non ha dovuto riprendere la terapia con Imatinib, mentre nell’altra metà dei casi i pazienti hanno dimostrato un risveglio della malattia e quindi hanno dovuto riprendere la terapia: tutti i pazienti recidivati hanno comunque ri-ottenuto una remissione della leucemia con la ripresa del trattamento e in nessun caso si è sviluppata resistenza al farmaco. È importante notare  aggiunge il Professor Carlo Gambacorti-Passerini  che mentre la maggior parte di questi pazienti ha sviluppato recidiva entro sette-otto mesi dall’interruzione della terapia, in alcuni casi ciò è avvenuto dopo anni, in un caso dopo quasi cinque anni».

Dall’analisi dei dati è emerso che il rischio di recidiva è maggiore nei pazienti giovani, con meno di 45 anni di età. Questo risultato apre nuove prospettive di studio, al fine di comprendere quali siano i meccanismi sottostanti alla recidiva o al mantenimento della remissione della malattia nei diversi pazienti. Infatti anche molti dei pazienti non recidivati hanno mostrato saltuari test positivi per la presenza di cellule leucemiche, che si sono tuttavia auto-eliminate col tempo e senza la reintroduzione di Imatinib. Da un punto di vista pratico è molto rilevante sapere che alcuni pazienti affetti da LMC possono in effetti sospendere la terapia e che la loro percentuale è pari a circa il 20-25 per cento del totale  conclude il  Professor Carlo Gambacorti-Passerini  ma è altrettanto importante ricordare che la presenza di cellule leucemiche deve essere monitorata in ogni caso per diversi anni dopo la sospensione del trattamento».

Articolo precedente
Cambia la terapia per la Leucemia Linfatica Cronica
Articolo successivo
CAR-T strada aperta anche per la Leucemia Linfatica Cronica

Articoli recenti

  • Riconoscimento Organizzazione Good Loop
  • Cena benefica 13 Aprile – Grazie
  • Non un’altra cosa da fare
  • DA “DEVO CURARMI” A “SCELGO DI STARE BENE”
  • Nuovo percorso per Medici Specializzandi

Fondazione Renata Quattropani ETS
Codice Fiscale 97571910153
Iscrizione RUNTS: N. 8.5/2023/1766

E-mail: info@fondazionequattropani.org
PEC: fondazionerenataquattropani.onlus@legamail.it

  • HOME
  • LA FONDAZIONE
  • PATOLOGIE
  • MEDICI. PAZIENTI. PARENTI.
  • SOSTIENICI
  • UFFICIO STAMPA
  • NEWS
  • CONTATTI
  • Domande e Risposte
  • 5xMille
  • CONTATTI
Facebook
Instagram
YouTube
LinkedIn
Iscriviti alla newsletter
clicca qui

©2026 Fondazione Renata Quattropani ETS – Tutti i diritti riservati

Cookie Policy

Privacy Policy

Credits