Caregiver

Ogni anno in Italia si registrano circa 360.000 nuovi casi di tumore, di cui il 60% nella popolazione anziana, per la quale il rischio di sviluppare un tumore è circa 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte più alto rispetto a quelle di 45-65 anni. Anche tra gli anziani, i tumori rappresentano la seconda causa di morte e disabilità dopo le malattie cardiovascolari.

Se lo stato di salute di partenza è buono, anche la ripresa di una vita normale lo sarà. Ma è inevitabile che l’impatto di questo percorso sui propri familiari più stretti può essere destabilizzante.

Caregiver è un termine inglese che definisce la figura che si prende cura di una persona malata, anziana o disabile, aiutandola nello svolgimento delle attività quotidiane e nella gestione della malattia (esami, visite mediche, terapie, ecc..) offrendole anche un importante sostegno emotivo. Si parla di Caregiver informale quando si tratta di un familiare (di solito per gli anziani coniuge o figlio) o amico. Prendersi cura di una persona malata anziana non è semplice e assorbe molte energie a livello fisico e mentale. Spesso, infatti, il Caregiver ha necessità e bisogni che di fronte alla situazione del congiunto malato possono passare in secondo piano. Questo può portare ad uno stress psico-fisico sul piano sociale e sulla qualità della vita, sviluppando problematiche come insonnia, stanchezza, ansia, depressione, isolamento sociale e vada incontro anche a difficoltà economiche.

Il Caregiver rappresenta, ormai, uno strumento imprescindibile per la sostenibilità dei sistemi sanitari. A livello UE, ad esempio, è stata adottata, il 13 giugno 2019, la Direttiva 2019/1158 del parlamento Europeo e del Consiglio in tema di Work-Life Balance for Parents and Carers, volta a trovare il punto di equilibrio tra attività professionale e vita familiare dei prestatori di assistenza. I Paesi hanno tempo fino al 2 agosto 2022 per recepire, nelle proprie legislazioni, questi contenuti.  In Italia, dopo anni di grave ritardo, si registra finalmente un’importante attività parlamentare volta all’approvazione di una legge che riconosca e tuteli il Caregiver.

 

Caregiver Familiare

Attraverso un percorso di Coaching anche il Caregiver familiare sviluppa una maggiore consapevolezza e trova un maggiore equilibrio per se stesso e nei confronti del paziente. Mentre il Paziente definisce nuovi obiettivi, intraprende azioni efficaci e apprende ad attingere alle proprie risorse naturali e ai propri punti di forza, il Caregiver, in parallelo, sviluppa una nuova consapevolezza riguardo le decisioni prese dal Paziente per poterlo così appoggiare e supportare verso il raggiungimento del suoi obiettivo.
Con il Caregiver si lavora inoltre sull’identificazione di eventuali problemi o difficoltà di comunicazione, per andare poi a sviluppare e allenare una comunicazione più efficace. Viene inoltre approfondito il tema del ruolo, affinché nel pieno della consapevolezza del proprio agire, sia il paziente che il Caregiver possano relazionarsi al meglio con il personale sanitario, stabilendo un maggior equilibrio anche nella loro relazione interpersonale.
La condivisione degli obiettivi del Paziente e l’apporto di sostegno svolto dal Caregiver diventano elementi fondamentali per il raggiungimento di una migliore qualità di vita pur in presenza della malattia.

Menu