La ricerca sta identificando i bersagli per il trattamento della leucemia linfatica cronica

La storia di Larry

Nel 2010, a Larry Saltzman, 54 anni, medico di base e maratoneta di Sacramento, California, furono diagnosticati una leucemia linfatica cronica (LLC) e un linfoma linfocitico a piccole cellule. 
Il suo medico gli prescrisse un ciclo di chemioterapia, allora il trattamento standard, prevedendo che sarebbe vissuto ancora per circa 8 anni.

Saltzman corre per la ricerca sulla Leucemia Linfatica Cronica

Saltzman corre per la ricerca sulla Leucemia Linfatica Cronica

Nel 2015 la malattia recidivò; nel giugno dello stesso anno Saltzman stava dimagrendo molto velocemente soffrendo moltissimo, finché quella stessa estate provò l’Imbruvica (ibrutinib) un farmaco mirato (per la cosiddetta terapia target). Purtroppo,nel giro di sei settimane, Larry sperimentò gravi effetti collaterali, culminati in un intervento di chirurgia addominale che rivelò la presenza di numerosi noduli e masse del linfoma. A qual punto, Saltzman ed i suoi medici seppero che la situazione era molto seria.

 

Una notizia inaspettata

Ma la storia di Larry stava per cambiare ancora: infatti, all’ultimo momento, il maratoneta di Sacramento ricevette una notizia inaspettata. Saltzman fu accettato per partecipare a una sperimentazione clinica sulla terapia target con Venclexta (venetoclax).

Diversamente da tutti i trattamenti a cui si era sottoposto prima, questa terapia funzionò, inducendo nelle cellule cancerose la morte programmata. Saltzman rispose al trattamento molto positivamente e ora si sente sufficientemente bene per guidare un progetto di comunità dedicato ai pazienti, sponsorizzato dalla Leukemia & Lymphoma Society.

La storia del dott. Larry Saltzman ed i cambiamenti nel trattamento della Leucemia Linfatica Cronica

Il dott. Larry Saltzman

“Come paziente, mi sento incoraggiato. Sono quasi esultante” dice. “Avrò la meglio su quella prognosi di “otto anni di vita”, e ci riuscirò grazie ai nuovi trattamenti, che non esistevano al momento della diagnosi. Considero ogni terapia come un ponte verso la terapia successiva. Spero che ognuno dei ponti su cui mi troverò a camminare sia sempre più lungo, perché è ciò che è accaduto in questi anni”.

Brian Koffman, medico di famiglia e direttore medico della Chronic Lymphocytic Leukemia Society, organizzazione senza fini di lucro per l’educazione dei pazienti, ha la LLC da 12 anni. “Non è mai il momento buono per ammalarsi di LLC – dice –, ma se ti ammali sappi che non c’è mai stato un momento migliore. La biologia della malattia è ormai nota fin nei dettagli e sono disponibili numerose terapie innovative. Tuttavia, non tutti i pazienti consultano medici consapevoli di questo cambiamento. Talvolta è necessario che siano i pazienti a occuparsi in prima persona di certi aspetti correlati alla malattia. Alla CLL Society, il motto è: Un paziente preparato riceve cure all’avanguardia”.

La LLC è un tumore del sangue, per lo più diagnosticato in individui adulti, riguardante il linfocita B, un tipo di leucocita, che si sviluppa nel midollo osseo. La malattia spesso progredisce lentamente, sebbene esista una variante a crescita rapida — il linfoma a piccole cellule — nella quale la maturazione di questi linfociti è compromessa. Nel linfoma a piccole cellule, i linfociti B immaturi cancerosi si raccolgono nei linfonodi invece di circolare nel sangue.

Dieci anni fa, le opzioni di trattamento per la Leucemia Linfatica Cronica erano estremamente scarse. Poiché molti casi progrediscono lentamente, i pazienti potevano semplicemente “stare in osservazione”, spesso per anni, fino a quando la malattia fosse progredita a un livello meritevole di attenzione. A quel punto, potevano optare per la chemioterapia, come quella con fludarabina, ciclofosfamide e rituximab (FCR). Qualora questa combinazione non funzionasse, potevano passare a un altro tipo di chemioterapia. Se le loro condizioni di salute del paziente erano sufficientemente buone, la sola altra opzione era ricorrere a un trapianto di midollo osseo.

Artcolo tratto da CureToday.com

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