Oltre 800 i progetti di ricerca candidati in due anni, di cui 490 solo nel 2017, più di due milioni di euro stanziati in favore di giovani ricercatori under 40.
Sono questi i numeri dietro al successo del Premio “Roche per la Ricerca”, il riconoscimento alla ricerca indipendente promosso da questa Casa Farmaceutica e volto ad approfondire le nuove frontiere della medicina personalizzata.

Gli 8 vincitori del bando 2017, premiati nel Febbraio scorso, si sono aggiudicati fondi per progetti di ricerca in oncologia, neuroscienze ed ematologia. Oltre al numero eccezionale di candidature, la sorpresa di quest’anno è la forte rappresentanza femminile: tra gli 8 premiati ben 7 sono giovani donne. Un aspetto molto incoraggiante che testimonia il prezioso contributo offerto oggi dal mondo femminile alla produzione scientifica.

La cerimonia di premiazione è stata anche l’occasione per presentare la terza edizione di “Roche per la Ricerca” che, per il 2018, passa sotto la guida della neo-costituita Fondazione Roche ad ulteriore garanzia di indipendenza.

Cresce, inoltre, il numero dei premi messi a disposizione dei giovani ricercatori italiani. Saranno, infatti, ben 12 i progetti che verranno finanziati il prossimo anno e che potranno concorrere in 7 diverse categorie. Infatti, alle tradizionali aree di interesse del premio – oncologia, ematologia, reumatologia, malattie respiratorie, disturbi della coagulazione, neuroscienze – si aggiunge una sezione inedita dedicata alla relazione medico-paziente.

“Il coraggio di fare ricerca fa parte della cultura della nostra azienda ed è alla base del nostro successo da oltre un secolo. Grazie ad un impegno costante in questo campo, siamo stati capaci di mettere a disposizione di milioni di pazienti soluzioni innovative in grado di migliorare concretamente la prospettiva e la qualità della loro vita – afferma Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche S.p.A. – Siamo convinti che . E’ per questo che, oltre agli sforzi portati avanti ogni giorno per sviluppare le nostre molecole, abbiamo deciso di sostenere da diversi anni la ricerca indipendente, convinti dell’enorme valore e della qualità scientifica dei giovani ricercatori italiani”.

A fianco delle novità, il Bando 2018 presenta diversi elementi di continuità con le precedenti edizioni. E’ stata confermata la collaborazione con la Fondazione GIMBE – Gruppo Italiano Medicina Basata sulle Evidenze – a cui è nuovamente affidato il delicato compito di valutazione e selezione dei Progetti.
“La decisione di Roche di affidare a un’organizzazione esterna e indipendente la valutazione di ben 491 progetti – precisa Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – ha garantito imparzialità, terzietà e trasparenza del processo di selezione. Dopo un primo step volto a verificare i requisiti previsti dal bando, l’adeguatezza dell’ente proponente e la congruenza tra obiettivi e finanziamento richiesto, i progetti che hanno superato questa fase di triage sono stati valutati da coppie di revisori, selezionati tra oltre 300 autorevoli ricercatori privi di conflitti di interesse sul bando in oggetto. I revisori, in maniera indipendente e in cieco, hanno valutato la qualità dei progetti tenendo conto di coerenza con aree e tematiche del bando, metodologia, potenziali benefici per i pazienti e il SSN, innovatività. Sulla base dei punteggi assegnati dai revisori, oltre che della concordanza dei giudizi, è stata elaborata la classifica finale, da cui sono stati selezionati gli 8 vincitori”.

Come in passato, i progetti potranno essere promossi esclusivamente da Enti pubblici o privati italiani, senza scopo di lucro, e da IRCCS. Sarà possibile sottomettere le richieste caricandole direttamente sul sito www.rocheperlaricerca.it a partire dal 14 marzo e fino al 30 giugno di quest’anno. Si conferma, ancora una volta, l’attenzione verso i giovani, per cui è previsto che il responsabile del Progetto di Ricerca (Principal Investigator) debba avere un’età inferiore a 40 anni.

Anche quest’anno Roche ha deciso di lasciare l’esclusiva titolarità di ogni invenzione o diritto generato nell’ambito del progetto di ricerca agli enti partecipanti, a conferma della volontà di sostenere la ricerca indipendente.

Stefania Bortolotti

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