Una delle maggiori preoccupazioni per le persone sottoposte a determinati tipi di trattamento del cancro è un aumento del rischio di infezione a causa di un indebolimento del sistema immunitario.  Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, 60.000 pazienti affetti da cancro negli Stati Uniti vengono ricoverati ogni anno a causa di un livello pericolosamente basso di globuli bianchi – una condizione chiamata neutropenia – caratterizzata da un numero patologicamente basso di neutrofili, un tipo di globuli bianchi nel sangue, che rappresentano la principale difesa dell’organismo contro le infezioni batteriche acute e determinate infezioni micotiche.

In che modo la neutropenia aumenta il rischio di infezione?

I neutrofili rappresentano generalmente il 45-75% di tutti i globuli bianchi. Se la conta dei neutrofili scende al di sotto di 1.000 cellule per microlitro di sangue, il rischio di contrarre infezioni aumenta. Se scende al di sotto di 500 cellule per microlitro (neutropenia grave),  l’aumento del rischio di contrarre infezioni gravi può essere talvolta fatale.

Le cause della neutropenia si possono raggruppare in due categorie principali:

  • i neutrofili vengono utilizzati o distrutti più velocemente di quanto il midollo osseo non riesca a produrne di nuovi
  • la produzione di neutrofili nel midollo osseo è ridotta

E la minaccia è cresciuta poiché alcune infezioni causate da batteri sono diventate più resistenti agli antibiotici nel corso degli anni. Gli antibiotici sono farmaci che combattono le infezioni o uccidendo i batteri o bloccando la crescita dei batteri.  Causano il consumo o la distruzione dei neutrofili anche le malattie allergiche e alcune terapie farmacologiche  (farmaci usati per trattare l’ipertiroidismo) o soggetti affetti da malattie autoimmunI  che potrebbero produrre  anticorpi che danneggiano i neutrofili causando neutropenia. Anche l’ingrossamento della milza può portare ad una bassa conta dei neutrofili perché la milza ingrossata li imprigiona e li distrugge. Infezioni virali come l’influenza, infezioni batteriche come la tubercolosi, mielofibrosi o deficit di vitamina B12 o folato (acido folico), tumori, soggetti sottoposti a radioterapia con interessamento del midollo osseo possono sviluppare neutropenia. Farmaci, come la fenitoina, i sulfamidici e molti farmaci impiegati nella terapia antitumorale (chemioterapia), così come alcune tossine (benzene e insetticidi), possono pregiudicare la capacità del midollo osseo di produrre neutrofili.

 

Come faccio a sapere se ho la neutropenia?

In caso di neutropenia causata da farmaci, può comparire febbre, eruzione cutanea e ingrossamento dei linfonodi.

Poiché la neutropenia di per sé non genera sintomi specifici, di solito viene diagnosticata al verificarsi di un’infezione. Possono anche verificarsi polmonite batterica e altre gravi infezioni.

Nella neutropenia cronica, il soggetto potrebbe  non manifestare molti sintomi se il numero di neutrofili non è estremamente basso.

Nella neutropenia ciclica, il soggetto potrebbe manifestare sintomi alternanti  dovuti all’aumento e alla diminuzione ciclica della conta leucocitaria nel tempo.

In presenza di  infezioni frequenti/poco comuni o farmaci che causano palesemente neutropenia, viene eseguito un esame del sangue (emocromo completo) al fine di una corretta diagnosi. Un basso numero di neutrofili indica neutropenia.

In presenza di pazienti sottoposti a chemioterapia o radioterapia, la diagnosi di neutropenia non è inaspettata perché la causa è nota; in caso di mancata causa, si deve procedere a determinarla, prelevando un campione di midollo osseo con un ago.  Si esamina il campione di midollo osseo al microscopio per stabilire se sono presenti anomalie, un numero normale di cellule staminali (precursori) dei neutrofili e se lo sviluppo dei neutrofili è regolare. Solo dopo aver valutato se il numero di cellule staminali è diminuito e se stanno maturando normalmente, si può stabilire se il problema risieda in una produzione alterata o in un eccessivo consumo o distruzione delle cellule nel sangue. Talvolta, l’esame microscopico del midollo osseo indica che il danno midollare è causato da altre malattie, come la leucemia o altri tumori, oppure infezioni come la tubercolosi. Si effettuano anche analisi delle urine e urinocoltura, emocolture e una radiografia toracica.

 

Il trattamento della neutropenia

Nei soggetti affetti da neutropenia grave, un’infezione può peggiorare velocemente o risultare addirittura fatale. In caso non si giunga a  diagnosticare un’infezione specifica, si stima che la presenza di neutropenia accompagnata da febbre sia indice di infezione.

I soggetti con questi sintomi ricevono antibiotici idonei contro agenti infettivi comuni. Poiché, come abbiamo già sottolineato, il trattamento della neutropenia dipende dalla causa e dalla gravità, si devono sospendere i farmaci che possono provocarla e deve essere evitata l’esposizione a possibili tossine.

Capita a volte che il midollo osseo guarisca senza dover  intervenire con trattamenti.

La neutropenia che accompagna le infezioni virali (come l’influenza) può essere transitoria e risolversi al termine dell’infezione. Mentre la neutropenia lieve generalmente non presenta sintomi e non necessita di trattamento, in presenza di neutropenia grave, i soggetti coinvolti  possono rapidamente soccombere alle infezioni, perché il loro organismo è privo del principale mezzo per combattere i microrganismi patogeni. In questo caso, solitamente si procede con il ricovero ospedaliero e una tempestiva somministrazione di potenti antibiotici, ancora prima dell’identificazione della causa e della sede esatta dell’infezione. La febbre, espressione di infezione in un soggetto con neutropenia, è un segno importante che richiede immediata attenzione.

A volte è utile somministrare farmaci per stimolare la produzione di neutrofili quali un’iniezione (sottocutanea o endovenosa) di fattori di crescita noti come fattori stimolanti le colonie che favoriscano la produzione di globuli bianchi da parte del midollo osseo.

Se la neutropenia è causata da una patologia autoimmune possono essere validi i corticosteroidi . Le globuline antitimocitiche o altre terapie che inducono immunosoppressione possono essere somministrate per via endovenosa in presenza di una malattia come l’anemia aplastica.

In caso la  neutropenia sia  dovuta a un’altra malattia (tubercolosi, leucemia o altri tumori), il trattamento della malattia di base può risolvere la neutropenia. Il trapianto di midollo osseo (o di cellule staminali) non è utilizzato per trattare la neutropenia, bensì per curare alcune malattie gravi che causano neutropenia, come l’aplasia midollare o la leucemia.

 

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