Il mese di settembre ha visto la conclusione del primo ciclo di Medici Pazienti Parenti, il percorso di Medical Coach sostenuto dalla Fondazione Quattropani in collaborazione con Aware2Be – Coaching.

Medici Pazienti Parenti si è rivelato un’attività di grande successo e per questo ringraziamo i Medical Coach Roberto Assente e Michela Serramoglia che hanno accompagnato i pazienti per tutta la durata dei 12 incontri che hanno caratterizzato l’attività. Ma vediamo nel dettaglio cosa ha portato la conclusione di questo primo ciclo di Medical Coach, nell’attesa di presentare prestissimo l’inizio della seconda stagione.

 

Il patrimonio dei pazienti

L’attività di Medical Coach è stato un percorso intenso che si è protratto diversi mesi, al termine del quale i pazienti hanno acquisito autoconsapevolezza, potenziato l’assunzione di responsabilità e compreso la gestione della malattia.

Medici Pazienti Parenti è nato con l’intento di accompagnare i pazienti affetti da Leucemia Linfatica Cronica attraverso un percorso di apprendimento e conoscenza di se stessi, della propria situazione e del rapporto che essi instaurano con l’esterno (parenti, amici o caregiver). Non è stato un percorso di formazione e il rapporto Medical Coach-Paziente e Parente è stato molto lontano da quello che si instaura tra insegnante e alunno, tuttavia i “corsisti” hanno avuto modo di conoscere e approfondire aspetti già appartenenti al proprio “io” e inerenti alla propria sfera quotidiana ma che, per molteplici ragioni, rimangono in un cono d’ombra.

L’attività si è quindi delineata in un lavoro in team tra coach e paziente, il cui scopo fosse quello di raccogliere gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante ma elaborandoli “internamente”. Non è stato quindi un percorso di formazione quanto piuttosto di esplorazione. Di se stessi.

Tra i più grandi risultati acquisiti dai “corsisti”, s’è potuto rilevare un diverso atteggiamento di ascolto e una miglior capacità di analisi della situazione più obiettiva.

Uno degli esempi più importanti è l’aver assunto consapevolezza che la responsabilità della cura è personale e non può essere delegata ad altri (familiari/caregiver) se non come garanzia (ad esempio, la gestione delle pillole deve ricadere sul paziente e non sul familiare). Anche i familiari hanno potuto sviluppare una nuova consapevolezza e una nuova responsabilità nel gestire il proprio ruolo.

 

Questa non è una conclusione

Anche se il primo percorso di Medical Coach promosso dalla Fondazione Quattropani in collaborazione con Aware2Be si è appena conclcuso, vogliamo ricordare che il periodo di Coaching Time può ancora essere utilizzato per approfondire le tematiche più vicine alle necessità dei pazienti, in attesa di iniziare il nuovo  percorso di Medical Coach.

Permetteteci infine, di concludere sottolineando come i feedback positivi ricevuti dai nostri corsisti e il desiderio/richiesta di migliorare la propria capacità espositiva siano grandi vittorie per la nostra Fondazione e tutto il progetto. Ma ancor di più, nutriamo grande orgoglio per la relazione da parte del medico nei confronti del paziente che si è venuta a creare nella fase ascolto. Tutto ciò è per la Fondazione e i nostri Medical Coach un successo.

Abbiamo quindi potuto centrare il nostro primo obiettivo: il format Medici Pazienti Parenti è veramente un aiuto per il Paziente e la sua Famiglia. E noi siamo veramente felici di aver avuto la possibilità di esservi stati vicino in questi mesi!

 

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