Approfondiamo i temi relativi a questa patologia chiedendoci se anche la Leucemia è un cancro grazie agli spunti di Isabel Cunningham.

Oggi, pensare alla leucemia come se si trattasse solo di un tumore “liquido” significa non tenere conto di conoscenze – ormai consolidate – sul fenotipo tumorale.
La leucemia è stata distinta dalle altre neoplasie alla fine degli anni ’60, quando farmaci efficaci iniziarono, in alcuni casi, a ripristinare la normale funzione del midollo osseo e a consentire ai pazienti di tornare a una vita normale, anche se temporaneamente. A quel tempo non esistevano farmaci con simile efficacia per i tumori solidi non trattati chirurgicamente.

Nel 1968, David A. Karnofsky prospettò che una valutazione affidabile dei farmaci antitumorali avrebbe richiesto un “approccio curativo”, da iniziare – nei singoli pazienti – con la mappatura dell’estensione della malattia basata sui test disponibili e sull’indagine radiologica; Karnofsky previde inoltre lo sviluppo di scansioni metaboliche intese a questo scopo.
Benché si sapesse che la leucemia può dare luogo a “masse tumorali, infiltrazioni locali distruttive e metastasi distanti”, quando i successi iniziali fecero prevedere che questa neoplasia maligna “liquida” sarebbe stata curata con la chemioterapia, queste conoscenze passarono in secondo piano.

Da 50 anni, il nostro approccio a tutti i tumori solidi, al linfoma e al mieloma include di routine la valutazione secondo Karnofsky dell’estensione della malattia. Inoltre, come Karnofsky aveva previsto, oggi ci si avvale anche della tecnologia PET/TC. La leucemia resta la sola neoplasia nella quale la scansione del corpo non è routinaria, nemmeno quando si rileva la presenza di un tumore extramidollare.
Se la malattia interessa un’area circoscritta, l’escissione del tumore o la radioterapia seguita dalla chemioterapia per proteggere il midollo osseo previene la formazione di metastasi e consente, in molti casi, una lunga sopravvivenza. 

 

Tuttavia, il tasso di recidiva della leucemia resta alto, i principali farmaci disponibili per la leucemia acuta risalgono agli anni ’60 e la possibilità che la presenza di un tumore occulto possa spiegare la refrattarietà del midollo alla terapia o una malattia residua minima non è studiata a sufficienza.

Fonte: Cancer Therapy Advisor

Autore: Isabel Cunningham, ricercatore associato presso la Division of Hematology Oncology, Columbia University

ISCRIVITI ORA

Con la nostra newsletter sarai sempre aggiornato sulle attività della Fondazione e sugli sviluppi della Ricerca. Umana.

Grazie!