Come affrontare la malattia di un proprio caro? Una patologia cronica coinvolge sempre anche i familiari e, soprattutto, il familiare caregiver. Affrontare la malattia attraverso un percorso di supporto è di grande aiuto sia per il malato, sia per i familiari/amici che sentissero il bisogno di un sostegno costante.

La scoperta della malattia e l’effetto a catena

L’impatto della diagnosi di una malattia cronica può essere paragonato al risultato che si ottiene tirando una pietra in uno stagno: la patologia causa un effetto a catena che può sfociare in una difficoltà di adattamento e di accoglienza dei cambiamenti necessari, sia per il paziente sia per la famiglia, e quando chi si prende cura del paziente cronico è anche un familiare, questi si trova ad affrontare momenti di grande stress e di sfide emotive.

Quindi anche il familiare caregiver può soffrire di ansia, a volte di un senso pervasivo di impotenza e di paura e il caregiving può rischiare di travolgere la persona.

Poiché tra paziente e caregiver nasce una vera e propria forma di cooperazione nella gestione della patologia, i team medici che ne hanno riconosciuto l’importanza includono la figura del familiare caregiver nella pianificazione dei trattamenti, nei processi decisionali e nell’attuazione della terapia.

 

Il supporto del medical coach: Medici-Pazienti-Parenzi

Il percorso di medical coaching del programma Medici-Pazienti-Parenti aiuta, durante alcuni incontri destinati oltre che ai pazienti anche ai loro familiari, ad affrontare e a gestire stress ed emozioni.
Inoltre, aiuta a determinare in modo chiaro il ruolo corretto del caregiver, affinché non accada che, per troppo affetto, amore e senso di responsabilità, il familiare rischi di sostituirsi al paziente, ad esempio nella relazione con il medico durante le visite o nel porre attenzione e gestire le scadenze temporali relative alla somministrazione dei farmaci.
Gli incontri di medical coaching permettono al familiare di sviluppare una maggior consapevolezza della propria mission di caregiver, di determinare quali sono le proprie responsabilità, quelle del paziente e quali possono magari essere delegate e a chi, oltre che ad apprendere alcune tecniche di ascolto attivo e di comunicazione efficace che potranno essere utilizzate per rendere migliore la relazione con il paziente, il medico, il personale sanitario e gli altri familiari.

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