Le terapie e le metodologie utilizzabili per curare un tumore sono temi molto delicati che andrebbero approfonditi unicamente con il proprio oncologo e lo staff medico di fiducia. Tuttavia, è uso comune scandagliare il web alla ricerca di informazioni e approfondimenti. Lo abbiamo fatto anche noi ed effettivamente, qualcosa di interessante lo abbiamo trovato. Vediamo quindi quali sono le ultime novità in ambito medico e sperimentate per la cura dei tumori. Attenzione però! Ricordiamoci sempre che il nostro primo e unico punto di riferimento dovrà sempre essere il nostro medico curante!

 

Watson, il super computer che suggerisce la cura

Una delle novità più interessanti per la cura dei tumori arriva da IBM. L’azienda di Armonk, Stato di New York, USA, sta infatti mettendo a punto un supercomputer in grado di suggerire allo staff oncologico la cura migliore in pochi minuti.

Questo computer delle meraviglie si chiama Watson e ad oggi, è ancora in fase di testing. Eppure ha già attirato l’attenzione degli addetti ai lavori per l’incredibile aiuto che potrebbe apportare in ambito oncologico.

Watson funziona come una sorta di enorme database, all’interno del quale sono stati salvato milioni di cartelle cliniche, pubblicazioni mediche e libri sulla materia grazie ai medici del prestigioso Memorial Sloan–Kettering Cancer Center di New York

Uno studio pubblicato dalla rivista Neurology Genetics ci offre un’esempio adatto a comprendere la potenza di questo macchinario: basti pensare che in soli 10 minuti, Watson ha suggerito una possibile terapia per un tumore cerebrale, compito che un’equipe di esperti avrebbe svolto in circa 160 ore di studio. Niente male, vero? Inoltre, l’anno scorso, presso l’Istituto di medicina dell’università di Tokyo, ha risolto un raro caso di leucemia mieloide.

IBM dichiara che Watson entro l’anno, dietro continuo aggiornamento dei dati contenuti nel suo database, potrà dare una risposta a circa l’80% delle indagini. Tra tutte le sperimentazioni “d’avangarde” questa sembra lo strumento maggiormente performante per curare un tumore tuttavia, come gli stessi addetti ai lavori dichiarano, rimarrà sempre uno strumento a supporto dello staff medico. Insomma, l’ultima parola sarà sempre lasciata all’oncologo.

Oggi Watson è presente in 55 centri oncologici in tutto il mondo soprattutto tra Asia e Sud America. Negli USA e in Europa è uno strumento ancora estremamente raro mentre in Italia Watson ancora non è arrivato.

 

La penna che trova il tumore

 Nel frattempo in Texas, stanno sperimentando una penna dal nome MacSpec capace di verificare la presenza di metabolici tipici di un tumore. Come funziona? Questa penna potentissima, collegata ad uno spettrometro di massa e utilizzata unicamente da uno staff oncologico, potrà effettuare lo screening effettuato appoggiando questo strumento su un tessuto sospetto del paziente e rilasciando una semplicissima goccia d’acqua. Questa, mescolandosi con le cellule umane, in pochissimi secondi sarebbe in grado di verificare la presenza di cellule tumorali. Ad oggi, MacSpec è ancora in fase di sperimentazione ma le premesse sono ottime: infatti, i test effettuati su un campione di 253 persone hanno diagnosticato la corretta patologia nel 96% dei casi.

 

Le molecole che curano il cancro al polmone

Non solo strumenti progettati dall’uomo potranno dir la loro alla pari di Watson e MacSpec: parliamo di Durmaluvab, Osimertinib e Alectinib. I nomi forse potranno ricordare qualche personaggio uscito dalla saga di Star Treck eppure, questi sono i nomi di tre molecole che in futuro potranno esser utilizzate per la lotta contro il cancro. Nello specifico, Durmaluvab e Osimertinib si sono dimostrati particolarmente efficaci per la cura contro il cancro al polmone tant’è che sono state presentate anche all’ultimo Congresso europeo di oncologia (Esmo). La molecola Alectinib invece, è capace di ridurre la progressione della malattia e di metastasi cerebrali nel tumore Alk-positivo.

Tutte e tre le molecole sono oggi in fase di studio clinico 3, ossia la fase che precede l’immissione in commercio.

 

Il virus che si elimina le cellule cancerose.

Concludiamo infine parlando del trattamento ad oggi meno “futuribile” in ambite terapico, ovvero il virus Zika. Alcuni ricercatori dell’Università della California stanno infatti facendo dei test su questo virus in quanto esso tende ad aggredire le cellule progenitrici dei neuroni del cervello. Lo scopo della sperimentazione quindi, sarebbe tentare di veicolare questo virus verso le cellule staminali di un particolare tipo di cancro cerebrale, il glioblastoma. Gli addetti ai lavori sostengono che una futura terapia basata su questa sperimentazione non sarebbe una cura a sé, ma andrebbe intesa quale aiuto alla chemio per eliminare quelle cellule che hanno resistito al trattamento.

 

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