In merito all’aspettativa di vita, è pubblicato ogni tre anni il rapporto sanitario europeo. Questo, ha come obiettivo il monitoraggio dei progressi rispetto agli obiettivi fissati dal quadro europeo Salute 2020, che mira a istituire sistemi di assistenza sanitaria equi, sostenibili e universali in Europa per consentire agli individui di controllare le decisioni sulla salute.

La relazione del 2018 conviene che sia stato raggiunto un importante traguardo dopo l’adozione di Health 2020 nel 2012. La maggior parte dei paesi europei sta dimostrando un reale impegno a migliorare la salute delle proprie popolazioni fissando obiettivi, adottando strategie e misurando i progressi. 

I risultati dell’ultima edizione dell’ European Health Report (Relazione sullo stato di salute in Europa nel 2018 e quindi, audit significativa nel determinare l’aspettativa di vita) ci consegnano  la fotografia di un’Europa in salute. Le persone vivono in media un anno in più rispetto a cinque anni fa, pur permanendo un divario di oltre dieci anni tra i valori più alti e quelli più bassi in quanto ad aspettativa di vita tra i Paesi della regione europea dell’Oms. Si sottolinea inoltre una riduzione della mortalità prematura del 25% dall’anno 2000. L’aspettativa di vita alla nascita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi dell’Unione europea e due terzi della popolazione in Italia godono di buona salute. Tuttavia, i fattori dello stile di vita (fumo, alcol, sovrappeso e obesità, oltre al calo della copertura vaccinale), che influenzano la mortalità da queste cause, sono una preoccupazione importante e stanno rallentando il progresso dello stato di salute in certi Paesi dell’Ue.

“La percezione che i cittadini europei hanno della loro salute, del loro benessere e della soddisfazione che registrano rispetto alle proprie condizioni di vita è al di sopra di quella in molte altre aree del mondo. Alla domanda: “Quanto ti senti soddisfatto delle tue condizioni di vita?” la maggioranza degli interpellati in Europa ha dato risposte molto positive.  

Il rapporto europeo sulla salute 2018 è stato lanciato pochi giorni prima della riunione annuale del Comitato regionale per l’Europa dell’Oms, che si terrà dal 17 al 20 settembre a Roma,  che riunirà oltre 400 funzionari di 53 Paesi. L’evento traccerà un bilancio di quanto è stato raggiunto dei termini indicati nel quadro “Salute 2020” e di quali priorità vadano delineate, politicamente, per promuovere la salute e per mantenersi in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

“L’ultimo rapporto sulla salute in Europa mostra che la maggior parte dei paesi europei ha compiuto passi significativi verso il raggiungimento degli obiettivi chiave fissati da Health 2020, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute dell’agenda 2030”, ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Oms Europa.

“Il progresso è tuttavia disomogeneo, sia all’interno che tra paesi, tra i sessi e tra le generazioni. I fattori di rischio legati allo stile di vita sono motivo di preoccupazione, poiché possono rallentare o persino invertire i grandi guadagni dell’aspettativa di vita se lasciati senza controllo”.

 

Rapporto sull’aspettativa di vita: 5 dati negativi

  1. le percentuali di fumo di tabacco: con una persona su tre di età compresa tra 15 e oltre che  ne fa uso, sono sono le più alte al mondo.
  2. l’uso di alcol: nonostante un calo generale, il consumo degli adulti è ancora il più alto del mondo. I livelli di consumo variano da paese a paese, da 1 a 15 litri pro capite ogni anno.
  3. oltre la metà della popolazione è in sovrappeso: sovrappeso e obesità negli adulti sono in una fase di crescita in gran parte dell’Europa, con notevoli variazioni tra paesi.
  4. i tassi di vaccinazione infantile: miglioramento in generale in tutta Europa, ma recenti epidemie di morbillo e rosolia in alcuni paesi stanno mettendo a repentaglio la capacità della Regione di eliminare queste malattie.
  5. le morti per cause esterne da lesioni o avvelenamenti: diminuzione costante di circa il 12% in cinque anni. Tuttavia tali morti erano oltre tre volte più alte tra gli uomini rispetto alle donne.

“Noi dell’Oms stiamo lavorando con i paesi europei, utilizzando metodi all’avanguardia per la raccolta di prove qualitative per integrare i numeri. Ciò ci consente di riunire informazioni sanitarie, ricerca sanitaria e traduzione delle conoscenze per comprendere meglio le esperienze e le esigenze degli europei e rafforzare le politiche per la salute pubblica “, ha detto Claudia Stein, direttrice della Divisione di informazione, prove, ricerca e Innovazione, Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa.

 

Cinque  punti chiave dell’ordine del giorno dell’Evento Oms Europa di Roma

  1. Una nuova strategia per la salute e il benessere maschile. Sebbene i maschi vivano più a lungo e più in salute, l’attesa di vita alla nascita varia da 64 ad 81 anni tra i diversi Paesi europei – equivalente a 17 anni. Inoltre, un uomo che vive nella parte Est della regione ha cinque volte piu’ probabilita’ di morire prima dei 45 anni rispetto ad uno che si trova nella parte Ovest. Il Comitato esaminerà nuove politiche che tengano in considerazione le specifiche necessità della salute maschile con attenzione dedicata alle disuguaglianze che si registrano tra Paesi e all’interno degli stessi.
  2. Adozione del Piano di Azione per rafforzare la capacità di risposta alle emergenze della sanità pubblica. Sono state individuati oltre 20mila segnali sanitari l’anno scorso nella regione europea e 50 sono stati come eventi – vale a dire uno alla settimana. Le epidemie che si sviluppano in altri Paesi non sono più distanti in quanto gli spostamenti e i commerci globali rendono maggiore il rischio di contagio. Il nuovo Piano di Azione intende accelerare l’implementazione del Regolamento Sanitario Internazionale del 2005, uno strumento chiave nella capacità collettiva di preparazione e risposta, per garantire che 1 miliardo in più di persone in tutto il mondo siano protette meglio dalle emergenze sanitarie entro il 2023.
  3. Vaccini e immunizzazione.  L’attuale focolaio di morbillo – che ha causato 41000 casi della malattia e 37 morti in tutta la Regione nel primo semestre di quest’anno è un grave promemoria della necessità di mettere in atto immediate ed ampie misure specifiche asd ogni Paese che blocchino ulteriori epidemie di malattie altrimenti prevenibili– con l’intento finale di eliminare del tutto il morbillo, come sancito dal Piano di azione europeo sui Vaccini.
  4. Malattie trasmesse da vettori.Malattie trasmesse da zanzare e zecche si stanno rivelando considerevoli minacce alla salute pubblica in Europa a causa della globalizzazione, dei maggiori volumi di viaggi e commerci e dei cambiamenti climatici. In particolare, le infezioni da virus West Nile stanno aumentando marcatamente nell’Europa meridionale e centrale. Si valuteranno le misure messe in atto contro questi fenomeni.
  5. Finanziamenti per la Salute. Fino all’8% delle famiglie della regione europea dell’OMS non possono coprire i costi legati a necessità di base (cibo, affitto, bollette) dopo aver pagato di propria tasca per l’assistenza sanitaria. Ogni Paese dovrebbe limitare queste spese sostenute in prima persona dai pazienti al di sotto del 15% della spesa complessiva per la sanità. I delegati esamineranno nuova evidenza scientifica sulla protezione finanziaria per i sistemi sanitari in Europa.

 

Verranno trattate anche altre tematiche prioritarie per tutta la Regione – come ad esempio la salute dei migranti, la sostenibilità dei trasporti urbani, le malattie trasmesse dai vettori, per menzionarne solo alcune.

“Le decisioni che prenderemo nel corso del Comitato Regionale di Roma ci permetteranno di razionalizzare il nostro operato per agire in modo più efficace e con risultati più rapidi. Tali decisioni sosterranno i Ministri della Sanità europei nell’ amplificare il loro mandato ai livelli più alti di governo, con tutti gli attori coinvolti per assicurare che alla Salute venga data ogni priorità politica”, ha aggiunto la Dott.ssa Jakab.

 

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