Il nostro Presidente Giovanna Ferrante si racconta all’Economy, ripercorrendo i momenti e le motivazioni che l’hanno portata ad aprire la Fondazione Quattropani, in ricordo della madre, e con lo scopo di aiutare pazienti e familiari affetti da Leucemia Linfatica Cronica.

Giovanna Ferrante, figlia di una madre amatissima e spenta dalla Leucemia Linfatica Cronica, ha dato vita ad un’esperienza straordinaria per sostenere chi ha più bisogno

A cura della redazione

Una madre non muore mai veramente. Sopravvive nei figli, ma soprattutto nelle loro opere. Renata Quattropani si è spenta nel 2006, per una forma di Leucemia Linfatica Cronica (LLC) complicata da una polmonite virale. Eppure, oggi è più viva che mai: accompagna tanti malati in un percorso di convivenza con la patologia.

Grazie alla Fondazione Renata Quattropani, che la figlia ha voluto dedicarle. “Ci ho messo molto tempo a mettere insieme le macerie di una vita che avevo fortemente condiviso con mia madre: era sempre con me, anche a ore incredibili per una donna ultraottantenne”, ricorda Giovanna Ferrante. Scrittrice, giornalista, autrice e conduttrice di trasmissioni radiofoniche, da sempre impegnata nel divulgare la storia della sua città, Milano, attraverso romanzi e conferenze. Nel 2011 ha dato vita alla Fondazione, impegnandosi nella ricerca clinica della LLC, in collaborazione con il reparto di Ematologia dell’Ospedale Niguarda di Milano.

” Ricordando le mie paure e le mie molte domande, sempre le stesse, che facevo all’ematologo, cercando rassicurazioni come se fosse uno sciamano, ho fondato la mia azione sulla parola e sull’ascolto”.

Quel ematologo, Livio Gargantini, oggi presidente onorario della Fondazione Renata Quattropani, che dal 2016 sceglie di concentrare i suoi sforzi sul lato umano e relazionale del paziente, con il progetto Medici. Pazienti. Parenti.”, offrendo un servizio gratuito di medical coaching ai pazienti onco-ematologici cronici. Il messaggio dice già tutto:

“Un medical coach per dare forza alle tue emozioni.

Allenati con noi. Riprendi il controllo. Ascolta le tue emozioni”.

“La malattia è cronica, ma non invalidante, e non deve cambiare la vita nella sua istanza più profonda”, spiega Ferrante: “negli ospedali i medici hanno a disposizione appena un quarto d’ora a visita. Noi offriamo ai pazienti e ai loro familiari un percorso con un medical coach, completamente gratuito e che non pesa sulla sanità pubblica.

Giovanna Ferrante, ha messo in campo già in tempi non sospetti, un concetto che ora va molto di moda: quello della resilienza. Conta sulla collaborazione, preziosa, dei medical coach Roberto Assente e Michela Serramoglia di Aware2Be che per un anno intero (sei mesi di lezioni e altri sei di coaching time, “reperibilità telefonica a richiesta”) offrono il loro supporto “allenando” pazienti e familiari alla convivenza serena con la malattia.

All’iniziativa della Fondazione Renata Quattropani hanno aderito l’Università Statale di Milano che le ha messo a disposizione un’aula dedicata, il Policlinico di Milano, l’Istituto Nazionale dei Tumori, il San Raffaele.  “È il presente e il futuro di mia madre”.

 

 

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