E’ il 17 febbraio 1904.

E’  la sera del debutto di Madama Butterfly, la nuova opera del Maestro Giacomo Puccini, il libretto composto da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.

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I tre durante la realizzazione si erano scontrati aspramente in giorni e notti di scenate epiche, ma infine il 27 dicembre 1903 alle ore 23,10 Madama Butterfly era conclusa, i due atti pronti per il palcoscenico del Teatro alla Scala.

 

E questa è la gran serata.

Rosina Storchio, famosissimo soprano veneziano, si sta preparando per l’entrata in scena, è lei l’interprete principale.

Rosina-Storchio-la-prima-Butterfly

 

 

Bussano alla porta del suo camerino, le viene consegnato un biglietto di Giacomo Puccini.

“Cara Rosina, è inutile il mio augurio! E’ così vera, delicata, impressionante la Sua grande arte che certo il pubblico ne sarà soggiogato. E io spero, per mezzo Suo, correre alla vittoria! A stasera dunque, con animo sicuro.

 

Con tanto affetto, carissima.”

La fragile geisha, il sogno di un amore che la induce a disconoscere la sua gente e le sue tradizioni; amore che vince ogni dubbio, per quell’amore inseguire un sogno così lontano, così a lungo.

Delicata farfalla straziata dal tradimento, che riscatta il senso della propria vita con la morte, pagine musicali di ricchissima e struggente drammaticità.

manifesto-butterfly

 

Sembra essere tutto perfetto nel tempo sospeso degli istanti prima dell’inizio.

17 febbraio 1904.

Poi, un fiasco! Una delle serate più cupe e disastrose della storia della Scala. Proteste dure e alla fine dell’Opera silenzio agghiacciante.

Basteranno 100 giorni, qualche modifica da parte di Giacomo Puccini, questa seconda versione in tre atti, e la rinascita di Madama Butterfly avverrà al Teatro Grande di Brescia nel mese di maggio dello stesso anno.

 

Intanto Giacomo Puccini aveva posto il veto: lui vivente, Madama Butterfly non sarebbe più tornata sul palcoscenico del Teatro alla Scala.

ombrello butterfly

Ci tornerà infatti solo il 19 novembre 1925, nel primo anniversario della morte del compositore, sotto la direzione del Maestro Arturo Toscanini.

Poi, ovunque nel mondo, la continua consacrazione di una delle Opere più amate.

callas

 

RENATA TEBALDI

E di nuovo questa sera, 7 dicembre 2016. Solo qualche secondo e si aprirà il sipario.

L’orchestra e i cantanti, per emozionarci, coinvolgerci, commuoverci per la sorte di Cio-Cio-San;

noi, milanesi del terzo millennio, con nel cuore gli stessi palpiti di fronte al mistero dell’amore declinato al femminile, reso sublime e perenne dalla musica e dalla sensibilità di Giacomo Puccini. Che scrisse “La più sentita e più suggestiva che avessi mai concepita”.

 

Giovanna Ferrante

 

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